domenica 30 aprile 2006

FRA TANTA GENTE




Guardare te e non poter parlare;
chiudere gli occhi per poter sognare
attimi d'amore..istanti d'infinito.
Sederti accanto e dover finger niente,
come un estraneo di fronte a tanta gente,
ma esser felice di poterti amare tanto.

giovedì 27 aprile 2006

ACCANTO A TE
















Accanto a te non odo più il sordo rombar del vento;
vicino a te è pace e luce,
mentre sull’arcolaio fiabesco della tua mente
s’avvolgono i tuoi più rosei pensieri.
Accanto a te il silenzio è radioso sorriso
riflesso dai tuoi occhi teneri;
e quando tu mi parli, sento le ali vellutate
della soave gioia che mi inonda...
Vicino a te si spande l’ammaliante profumo dei fiori
che, insospettato, s’ insinua per magia nella mia vita.
Accanto a te tutto diviene dolce ed etereo,
come carezza e rugiada ed alito divino.

martedì 25 aprile 2006

VINCENT - STARRY, STARRY NIGHT








Song: Vincent (Starry, Starry Night)


Starry, starry night.

Paint your palette blue and grey,

Look out on a summer's day,

With eyes that know the darkness in my soul.

Shadows on the hills,

Sketch the trees and the daffodils,

Catch the breeze and the winter chills,

In colors on the snowy linen land.

Now I understand what you tried to say to me,

How you suffered for your sanity,

How you tried to set them free.

They would not listen, they did not know how.

Perhaps they'll listen now.

Starry, starry night.

Flaming flowers that brightly blaze,

Swirling clouds in violet haze,

Reflect in Vincent's eyes of china blue.

Colors changing hue, morning field of amber grain,

Weathered faces lined in pain,

Are soothed beneath the artist's loving hand.

Now I understand what you tried to say to me,

How you suffered for your sanity,

How you tried to set them free.

They would not listen, they did not know how.

Perhaps they'll listen now.

For they could not love you,

But still your love was true.

And when no hope was left in sight

On that starry, starry night,

You took your life, as lovers often do.

But I could have told you, Vincent,

This world was never meant for one

As beautiful as you.

Starry, starry night.

Portraits hung in empty halls,

Frameless head on nameless walls,

With eyes that watch the world and can't forget.

Like the strangers that you've met,

The ragged men in the ragged clothes,

The silver thorn of bloody rose,

Lie crushed and broken on the virgin snow.

Now I think I know what you tried to say to me,

How you suffered for your sanity,

How you tried to set them free.

They would not listen, they're not listening still.

Perhaps they never will...

domenica 16 aprile 2006

Y AQUI ESTOY...



Y aquí estoy...

Mirando la pantalla silenciosa.

Acariciando tu nombre iluminado,

en un idilio con ese pequeño recuadro

donde tus sentimientos, tus palabras,

aparecieron por arte de magia.

Escucho tu voz a través de ellas,

descifrando intenciones, compartiendo sueños...

Por unos minutos soy parte de tus secretos.

Por unos minutos mi alma te toca.

Por unos minutos tú estás aquì y yo estoy allà.

Después, doy a una tecla precisa y

vuelve a estar cada amor, cada ternura,

cada soledad en su sitio ....



Giovanni Mascellaro

mercoledì 12 aprile 2006

QUID SUPEREST ?



Qui io ti cerco,

dove si muovono le ombre

ferite dal mio dolore.

Assorto, guardo nella memoria:

i tuoi occhi, accesi nel ricordo,

brillano come luci ferme

nella caligine della mia esistenza...

Rievoco le ore di un passato ormai lontano,

quando travolti da una forza arcana,

capace di innalzarci sino al cielo,

trascendevamo i limiti del mondo

e, soavemente avvinti, col nostro amore

fecondavamo l'universo intero.

Cosa rimane di quegli attimi sublimi ?

Nulla, se non l'amaro vagheggiar di un cuor

che, inerte, assiste al mesto abdicar

delle passate gioie alle crudeli pene

di cui son ora pregni tutti i miei cupi giorni,

scanditi da un'insanabile follia

che ancor mi fa sperar nel tuo ritorno !

Giovanni Mascellaro

martedì 4 aprile 2006

MUSICA E MATEMATICA : SOLA MENTE CONCIPIUNTUR...







Walter Horatio Pater – saggista e critico britannico (1839-1894) –
sosteneva che ogni arte aspira costantemente alla condizione della
musica; ma si può completare questo concetto asserendo che tutte
le scienze tendono ad una condizione matematica.
E ciò perché musica e matematica non sono le cime di due distinte
montagne che rappresentano tutto quanto nell’uomo è imperiosa
istanza di conoscenza e, naturalmente, di libertà.
Entrambe costituiscono, invece, un unico cielo rarefatto ed infinito
dove la rappresentazione simbolica, i numeri o le note o altro, sono
momentanee indicazioni di entità eterne di cui raramente
riusciamo a cogliere preziosi frammenti.
Gli intervalli esistenti fra le note o fra i numeri, così come le relazioni
che emergono dalle strutture musicali o matematiche, sono misteriose
quantità del “tutto” indipendenti da chi le scopre.
Per tale motivo, le relazioni intercorrenti tra i lati di un triangolo
rettangolo preesistevano alla scoperta di Pitagora, così come la musica
preesisteva alle notazioni musicali.
Ma l’espressione precedente, concernente la possibilità di poter cogliere
ogni tanto una parte, va intesa nel senso più riduttivo anche se più esaltante!
Sono infatti molti a lambire quel cielo, ma solo a pochi è concesso penetrarvi
e comprenderne l’intima essenza ovvero quel “ linguaggio” tanto caro a
Léautréamont che egli riferiva alle matematiche severe, un “linguaggio” che
definiva addirittura più dolce del miele.
Non si tratta di essere eletti, ma conoscere la musica, conoscere la matematica,
immergersi totalmente in esse, possederle, comprenderle - in una parola, amarle -
è tutt’altra rarissima cosa che lambirle. Ciò spiega perché molto spesso chi ama
la musica , ama anche la matematica: ritmo (rhuthmòs) e misura (métron) sono
alla base della sublime ed eterna armonia di tutto ciò che ci circonda.